domenica 18 gennaio 2009

2009


Weekend lampo, nevicata record qualche giorno fa, e la pausa più lunga da quando ho iniziato questo blog. Eppure, nonostante tutti questi "primati" mi sembra che tutto scorra con lentezza, complice la nebbia che ovatta tutto e la neve che persiste, si scioglie piano col rumore di rivoli d'acqua gelata che fluiscono nei tombini e di notte ghiacciano, rendendo la strada una lucida e scivolosa lastra di marmo trasparente.

Da ritorno dall'Egitto sono successe tante cose: quelle belle e grandi, come la nascita di Sofia, e quelle piccole, l'esame Ditals, le feste, il rientro al lavoro, la neve che mi ha costretta a tribolazioni varie per arrivare a Milano, la visita di Francesco, Annalisa e Carlo in quel dell'Oltrepò, un bel weekend in montagna a Champoluc con Stefano, Sayaka, Gabu e Kyoko.

Ora sono a casa, impegnata a buttar giù due righe sul blog mentre lancio la pallina al gatto, che la rincorre come un pazzo seza toccarla, limitandosi a guardarla senza capire cosa deve farci, in una domenica che passerò a Caprile davanti alla stufa.

Anche quest'anno navigano nella mente almeno un milione di navi-pensiero, buoni propositi per il 2009, brividi di fronte a quel che vedo per strada, bisogni alterni di fuga e inclusione, noia ed euforia, occhi stanchi la sera e spalancati di orrore e/o stupore di fronte al mondo che arriva dalle finestre, dalla tv, dai giorni, dai sogni.

La foto: Champoluc

giovedì 13 novembre 2008

Egitto













Il pigolare del tempo, ecco; penso al tic-tac piagnucoloso dell'orologio, mi collego ad internet e realizzo che dall'ultimo post sono passati duemila anni luce, inframmezzati da un bel viaggio in Egitto, tra dune, piramidi, caos e fitir.

Da anni volevo vedere il Sahara, i templi, la Sfinge ed il Nilo, e devo dire che ne è certamente valsa la pena, nonostante un viaggio faticoso fatto di tanti chilometri tra la sabbia cangiante del deserto, piccoli alberghi trasandati, gente dolce, pigra, ospitale, che vive della disperazione di piccole mance sottratte con l'inganno ai turisti...fragile è l'aggettivo che userei per definire questo posto, sembra appeso al filo dell'ineluttabilità, dimentico dei propri potenti avi, dei monumenti indimenticabili che lo costellano, del mistero che rappresenta agli occhi degli altri.

Non so davvero dire quale sia la cosa che mi è rimasta più negli occhi: è stato un susseguirsi tale di odori, sapori, immagini, rumori da non poter scegliere, selezionare, raccontare. In ordine sparso penso alle stelle cadenti tra le dune, così brillanti che fanno pensare ai Re Magi, ad un matrimonio beduino nell'oasi di Bahariya, al paesaggio candido e lunare del deserto bianco, ad un cimitero cristiano color sabbia...e poi le statue enormi, la precisone millimetrica dei geroglifici, una foresta di colonne che ha cinquemila anni, e sta lì ferma a farsi fotografare da orde di turisti increduli e starvolti dal caldo, e ancora le tombe dei Re, che immagino impotenti e immobili nelle loro mummie bendate ad affliggersi per la segretezza violata, le torce punate sui loro dipinti, la gente curiosa attorno al sarcofago che avrebbe dovuto ospitarli per i millenni a venire...ci ripenso e mi sento ubriaca.

E ora sono tornata qui, alla normalità del lavoro, agli studi rimandati per sfinimento, alla pioggia torrenziale, al mio compleanno festeggiato pigramente a Milano, alla pancia di Samantha che non si decide a tradursi in Sofia, al mio meraviglioso gatto che era sparito per 15 giorni ed è arrivato, magro e morbido, facendomi sentire ancora, anche oggi, adesso, la persona più fortunata del mondo.
Le foto: puzzle egizio

domenica 21 settembre 2008

Le cose piccole


Uno di quei giorni in cui ci si sente piccoli, si desidera irrimediabilmente di essere una persona semplice, e si vive invece il quotidiano in maniera complicata, indiretta, a lambire le cose grandi senza poi toccarle davvero...tutto regolare, sarà la febbre, l'ispirazione di chi non scrive da un mese, la coca-cola con l'aspirina, o solo il silenzio di una domenica passata in casa nello stordimento di una qualche sindrome influenzale che mi porto dietro da chissà quanto: niente pomeriggio a Pavia, né giornata a Gorgonzola, niente buffet al Lucky Seven, né gatto. Adoro questo tempo autunnale, l'odore sparso di mosto e terra, il pungere sottile dell'aria sulla piazza del mercato, coi suoi merluzzi salati e le bancarelle dei cinesi, le scarpe da poco, il sole fragile e spento che scalda appena. Penso al nostro prossimo viaggio in Egitto, partenza il 18 ottobre, mi chiedo insistentemente se la sfinge poi la si potrà toccare; il basilico è moscio e mi ricorda che l'estate è finita, e con lei il superlavoro. Ricomincia la piscina, si vedono gli studenti alla fermata del bus la mattina, Nomi e Gioia hanno dormito qui e gli ho dato il piumino perché il lenzuolo da solo non basta più. Penso all'anno scorso, al ritorno dall'Asia, all'estate perenne di banani di Taipei, e mi prende una felicità malinconica all'idea che ora sono nella provincia italiana, a Broni, e nella mia casa di bambina ora ci vive una famiglia di napoletani che non aveva mai visto un fagiano: mi sento come mi vedessi in un film, già mi figuro le immagini di Samantha e della sua bambina, coi ricci biondi e gli occhi neri della mia immaginazione, e il cappellino verde che abbiamo comprato l'altro giorno a Milano. Tutto funziona, sono felice, il lavoro mi piace: le cose piccole, lo dico sempre, ne basta anche una sola per farmi star bene.
Foto: bellissimo cavallino di legno a Grazzano Visconti.

domenica 10 agosto 2008

Notte di San Lorenzo


Weekend senza mettere il naso fuori, Marco non c'è e io me ne sto a casa, facendo quel milione di cose che vanno fatte e decidendo consapevolmente di riposare, di dedicare qualche ora allo studio (esame Ditals a dicembre, meglio non parlarne perché praticamente devo ancora iniziare seriamente a studiare), di rilassarmi vicino al gatto che dorme tutto il giorno e poi mi sveglia invariabilmente alle 4:00 col suo mamauuu insistente e repentino.

Oggi è san Lorenzo, stasera si va a Caprile a mangiare e poi a guardare su, sperando in una notte senza luci e senza luna, così da poter osservare tutte le stelle cadenti che questo 10 agosto vorrà regalarci.

Mi ricordo che da bambina la campagna era piena di lucciole, le "stelle", insomma, si vedevano tutte le sere sui campi, e la via lattea era così chiara da essere praticamente una striscia luminosa nel cielo: la prima volta che ho capito consapevolmente ciò che stavo osservando con inconsapevole meraviglia è stata davvero una scoperta sensazionale, ed è ancora oggi un ricordo impresso con forza indelebile nella mia memoria, come l'avessi vissuto ora; anche in un lontano viaggio in un lontano Tibet mi sono rimaste impresse stelle grandi come noci, di una luminosità qualsi violenta, e mi sono ritrovata a pensare che forse l'universo non è poi così grande, dato che qualche migliaio di metri di altezza può fare una differenza così enorme nella percezione della luce celeste, di giorno con l'intensità cobalto del suo blu, di notte con il bruciare "forte" degli astri che da Broni sembrano solo puntini minimi...eppure sono le stesse stelle. O no?

L'immagine:non so, mi piaceva, stelle e lucciole. Da internet.

domenica 13 luglio 2008




Passano le settimane e mi chiedo spesso dove vada a finire il tempo, dove si nascondano le ore; non so bene come si sia arrivati al 13 luglio senza aver fatto praticamente nulla o quasi...oggi sono finalmente riuscita a "piazzare" una gattina della colonia di Caprile a una coppia milanese che mi ha fatto una buonissima impressione, lo scorso fine settimana siamo stati al Museo Egizio, e già pianifichiamo il prossimo viaggio, probabilmente in autunno, tra piramidi e deserto...


Piccole cose, e tra di esse si annidno anche quelle grandi, enormi, inspiegabili, contro le quali si può solo cozzare con violenza ottusa; preferisco parlare d'altro, di minuzie del tempo, di idee che vanno e vengono senza lasciar traccia. Di gattini, appunto, dell'estate che non riesco a sentir tale, del lavoro che mi stanca e piace e occupa la giornata, sempre con frasi brevi, riflessioni che non riesco a metter giù, le dita che si muovono a rilento sulla tastiera: ieri sera la micina è stata qui, era così piccola da star tutta in una mano, e dopo una giornata di forti emozioni (viaggio in auo, veterinario, un posto nuovo) si è addormentata sulla mia pancia, un francobollo bollente dai minuscoli baffi bianchi. Alla fine queste ore mi sono servite, avevo un gran bisogno di sonno, di casa, di tranquillità senza pensieri: i vicini sudamericani hanno riempito l'aria con chitarra e canzoni cantate dal balcone di fronte al nostro, e io ho svuotato la testa dormendo di pomeriggio (non lo faccio quasi mai), per una volta cibo ed acqua di me stessa.


Le foto: geroglifici del museo Egizio, da guardare per ore come un mandala; silvestrina minuscola.

sabato 21 giugno 2008

Raffina i sentimenti, trasgredisci i rituali




E quali rituali poi? La sveglia, il caffé, un certo modo di truccarsi e pettinarsi, la maniera in cui si parla, sorride, ci si addormenta? Come si fa? L'evoluzione o involuzione generalmente arriva da sé, e la trasgressione è tale solo se non fatta di proposito. Inconsapevole, ecco.

Niente, solo una piccola digressione dopo l'ascolto pomeridiano dei cccp; passiamo a Battiato, che andiamo sul sicuro...C'è il sole, pomeriggio-flop, il gatto dorme steso sulla coperta di lana (ma come fa?) e io mi abituo lentamente alla nuova temperatura, con tante piccole cose da fare che rimando volentieri. Magari è questo trasgredire i rituali: delegare, demandare, fermarsi a pensare, dimenicare; tutto fila liscio, mi verrebbe da dire.

Il nuovo lavoro procede bene, sto iniziando ad ambientarmi, a capire come funziona, a conoscere i colleghi, gli studenti, gli aspiranti insegnanti, la gente e le facce di Milano e del mondo, in cui sento con piacere quella sottile fragilità che riconosco spesso come mia, che vedo e tocco quando mi accontento di tutto senza essere mai veramente contenta. E' un po' difficile da spiegare a parole, so che chi legge però sa, capisce al volo, perché mi sa che siamo poi tutti uguali, tutti così.


Nel post pubblico le foto di alcuni bellissimi cani, inoltrati da una mia collega bella, intelligente e sensibile, che ama gli animali, e con cui sento di avere qualcosa in comune.


Qui sotto copio e incollo il suo appello. Poi ditemi che il mondo è un bel posto...Giulia, Maru' e Rosetta.


Ciao sono Giulia, il mio passato vi farà piangere perchè in 4 anni di vita ho solo patito la fame e rischiato di morire più volte.
Da cucciola sono stata portata in un canile che all'inizio non era proprio male, poi la responsabile si è ammalata e non ci dava più da mangiare. Io e i miei 80 amici siamo stati salvati ma non per tutti si è trovata una buona sistemazione. Così io sono stata portata in un altro canile, ma anche quì non mi davano da mangiare e io ero talmente deperita che non riuscivo più a stare in piedi. Poi la salvezza e Flavia mi ha accolto con altre 3 sorelline nel suo canile. Pochi giorni fa mi sono trovata di nuovo in viaggio...una nave, amici a 2 zampe che mi coccolavano, che pacchia!
Ora sono a Torino e ti sto aspettando, dove sei? Vienimi a portare via e tenere sempre con te.
E' vero che non sono di tg piccola, ma sono tranquilla e sorridente.


Questa è Maru'. Questo batuffolo è stato abbandonato in una macchina parcheggiata in una discarica, era solo e disperato. La grande generosità di una persona lo ha salvato e portato via da lì ma questa povera donna ha già ben 250 cani e per questo vogliamo cercare per Marù una famiglia che possa coccolarlo e volergli bene..


Rosetta è una cucciola futura taglia media di 2 mesi. E' stata trovata mentre vagava tra i TIR al porto. I suoi 2 fratellini purtroppo sono stati investiti e non ce l'hanno fatta. Lei ora è al sicuro. E'stata svermata e a breve verrà vaccinata. Cerchiamo una bella famiglia che la voglia tenere con se per sempre.


Per questi cani o per informazioni contattare Bianca 3803130298 ore pasti

giovedì 12 giugno 2008

Diano Marina






Solo alcune belle foto di Diano Marina e del nostro ponte del 2 giugno all'insegna del vento...troppo stanca e con un po' di mal di denti, tutte le novità e i cotillon de nuovo lavoro al prossimo post.