mercoledì 21 novembre 2007

Cococo, cocopro, cuccuruccucuuuu, paloma.




Giornata spesa a Milano. Come facilmente si evince dal titolo, ho trovato un lavoro: insegnero' inglese al British Insitute, sede a Cadorna, ma in realta' dovro' fare lezione soprattutto fuori, in ditte, uffici and so on... In soldoni: orari scomodi, per adesso poche ore ma buone speranze che aumentino, ma almeno un lavoro che mi piace e che credo mi possa far star bene. E' indubbio, e' ancora troppo presto per dirlo, dato che iniziero' lunedi', ma almeno non dovro' occuparmi di bolle e fatture di quintali e quintali di fuffa che arriva quotidianamente dalla Terra di Mezzo per buona parte della giornata. L'amaro destino del sinologo... A volte sembrano mancarmi i mercati, la notte affollata dell'Asia, quell'odore di umido bollente, papaya e asfalto che si sente per strada, e poi mi accorgo di quanto mi sia mancata pure la pianura nebbiosa, l'autunno freddo e umido che quasi avevo dimenticato e che profuma di buono e di terra: non c'e' modo di sapere, di decidere quale scelta sia piu' giusta, se faccio due conti su chi se n'e' andato e chi e' rimasto, il cerchio proprio non si chiude. Rimane li', semplicemente, come una mezzaluna a inseguirsi, perche' lo stesso cruccio ce l'abbiamo tutti.

Nel frattempo mi godo la stufa e il gatto a Caprile, questo fine-settimana saro' a Verona, il commento di Bepi (che finalmente ricorda di firmarsi) mi fa felice, il nuovo lavoro non mi rendera' ricca, ma avro' certo modo di imparare qualcosa di nuovo.

Le foto: belle, le ho scaricate dal sito del comune di Broni, dove abito.

venerdì 9 novembre 2007

Da Carcano


Sole e vento spazzanubi, sono a Carcano e il pomeriggio passera' tra necessarie riparazioni alla macchina e shopping tecnologico alla ricerca di un nuovo computer.

Il resto procede sempre con la stessa lentezza claudicante: ricerca di lavoro, mulinelli mentali su cosa, come, quando ma soprattutto Dove, serate tranquille e a volte un po' noiose, dolci e soporifere; vedo un sacco di persone, ho in programma serate, gite e uscite, ma a tratti mi prende un po' di inspiegabile tristezza e malinconia scorbutica, tipica di chi non sa cosa vuole o cosa cerca esattamente.

Lunedi' mi aspetta un colloquio di lavoro, domenica sera una bella cena, la settimana prossima un weekend in compagnia, l'altra ancora nuovi ed esilaranti avventure veronesi...a proposito, per chi non lo sapesse si sta organizzando una rimpatriata post-noviana per festeggiare la caduta del coniglio, a Verona, quindi tutti gli interessati che leggono il blog possono farmi sapere via e-mail la loro disponibilita' per il week-end del 24 e 25 novembre, noi siamo gia' d'accordo con Miche e Carlo, e in trattativa con Loto. Tutto va bene, insomma: "non leggo, non lavoro, non guardo la tivu', non vado al cinema non faccio sport", diceva qualcuno...Almeno io leggo, stavolta e' "Cecita'" di Saramago, e le sue pagine come sempre mi fanno respirare un'aria piu' ampia e piu' pulita.

La foto: con Rosa e Selina a Milano la scorsa settimana.

giovedì 1 novembre 2007

Baffi

Noto che la frequenza dei post diminuisce, e mi chiedo se sia colpa del ritorno in Italia o di quella pigrizia mentale che colpisce chi si adagia...non che non ci siano cose da dire, in realta': mi sa che il problema e' la connessione a internet, che posso usare solo a Caprile e funziona con una lentezza che fa quasi sorridere.
Ho passato a Bologna lo scorso fine-settimana, a casa di Fede. E' stato davvero bello rivedersi, girare per le piazze e le strade emiliane con la tipica lentezza domenicale di chi ha fatto troppo tardi la sera precedente, tra i molti negozi chiusi, e godersi i racconti e i ricordi di una Venezia che non riconosco piu' quando ci vado, a dimostrazione di quanto poi siano le persone a "fare" i luoghi e le memorie che a quei luoghi ci legano: ci eravamo ripromesse di farci fare una foto per il blog, ma ce ne siamo dimenticate. Dopo una breve sosta a Broni, l'ennesima sequela di spostamenti, tra Sesto San Giovanni e Erba, i passi in una Milano-Babele che cerca disperatamente di conquistarsi almeno una parvenza di interculturalita': la gente che parla mille italiani diversi, l'anima di chi si sforza per comunicare, i soliti violini che continuano imperterriti a infondermi una tristezza balcanica che mi ricorda il grigio e la disperazione della Cina popolare, la croce che li' tutti si inchiodano addosso e portano con ostinata fierezza.
Ieri serata amarcord in Gilda, la "Festa del Baffo" ha ripescato gli amici di tanti anni fa, le facce, le stanze e le parole degli anni passati a Pavia nella "cantina metafisica" in cui ci si incontrava quasi ogni sera, come fosse una casa. Questo ritorno, finora, sembra piu' un viaggio nel passato che un ponte verso l'intangibilita' del futuro. E' vero, non ho fretta, ma il tempo scorre all'indietro ad una velocita' talmente sostenuta da farmi perdere l'orientamento; mi confonde e stordisce come una galleria del vento che risucchia e mette alla prova la radice di ogni singolo capello...perche' io sono quella che ha sempre pensato che tornare due volte nello stesso posto sia uno spreco, vivere due volte lo stesso istante impossibile, come essere lo stesso uno nell'infinito p greco temporale. Bello, pero', fingere per un po' che "bagnarsi due volte nello stesso fiume" sia un'opzione.