lunedì 26 maggio 2008

Aiuto!




A tutti i lettori del blog: gattini cercano casa!!!!

Aiutateci: ne volete uno? Conoscete qualcuno che abbia voglia di adottare un micio? Grazie!

Non sono bellissimi?

sabato 24 maggio 2008

Due Arcobaleni


Sabato, attendo tranquilla l'arrivo di Carlo ascoltando i Pink Floyd e James Blunt; è il primo fine settimana da quando ho iniziato il mio nuovo lavoro. Lo dico subito: no so. Non so ancora nulla del lavoro, intendo; mi arrabatto cercando di venire a capo dell'organizzazione macchinosa e complicatuccia della scuola, e per fortuna mi godo anche qualche momento con gli studenti, ascolto deliziata il loro italiano con mille accenti, lo sforzo di comunicare davvero negli occhi incerti dei nuovi arrivi, lo stupore nel vedermi di qualche faccia conosciuta a Taipei, che non sapeva del passaggio di testimone e del mio arrivo.

La sveglia suona dal lunedì al venerdì alle 5:45...mai nella mia vita mi sarei aspettata di essere quasi felice di alzarmi a quell'ora: sara' perche' e' estate, e la luce del mattino e' unica, o forse ho imparato con gli anni ad apprezzare la tranquillita' ed il silenzio dell'alba, quasi un tempio o una bolla in cui ritrovare l'aura di un nuovo giorno...l'altro ieri pioveva, ho alzato gli occhi e c'era l'arcobaleno. Tornando a casa la sera eccone un altro, che attraversa per il lungo il vetro del bus, come ce l'avessero pennellato sopra: non so perche', ma ho pensato che fosse li' apposta per me, che lo vedessi solo io, una sorta di esclusiva colorata e magica, un leccalecca metafisico e dedicato. Ricordo che da bambina avevo un libro con disegnato un arcobaleno ai cui piedi si vedeva un sacco pieno di tesori, e di aver fantasticato di correre a prenderlo grazie agli stivali magici del famoso gatto delle fiabe; chi lo dice che non si puo' toccare la luce riflessa?

Nel frattempo a Caprile sono nati sette nuovi gattini, siamo un po' disperati, cerchiamo qualcuno che ne voglia uno, se chi legge mi puo' dare una mano, puo' contattarmi tramite il blog o via e-mail.

sabato 17 maggio 2008

I problemi della vita



Strana giornata uggiosa, che disturba la pressione sanguigna e anestetizza i denti, come se li avessi stretti per ore. Il tempo si e' mosso fin troppo lentamente tra mille piccole cose: beauty-farm casalinga, pulizie, spese; il micio miagola insoddisfatto o dorme, anche lui vittima della pioggia e delle nuvole basse.

Queste ultime settimane sono volate, mi sembra sempre di non aver abbastanza tempo per me, e quando ne ho sono spesso troppo stanca per approfittarne. Martedi' sara' il mio ultimo giorno di lavoro al British, poi mi tuffero' di buon grado in una nuova avventura professionale. Certamente non avro' modo di annoiarmi, dato che l'estate e' alta stagione per le scuole di italiano, e immagino che di cose da fare ce ne saranno parecchie: faccio bene, mi dico insomma, a oziare in modo cosi' palese finche' si puo', anche se poi mi rendo conto che il "dolce" far niente a volte mi lascia un po' insoddisfatta e vuota. Dev'essere, mi dico allora, il retaggio dell'idea che si debba sempre essere attivi, produttivi, veloci, e mi torna in mente ancora la stessa strofa del caro Ferretti, ovvero "non studio, non lavoro, non guardo la tv ecc.", e decido di eleggerla come testamento spirituale di questi giorni anonimi ma comunque necessari.

Ho letto da qualche parte che al festival di Cannes hanno presentato il film tratto da Cecita', e non vedo l'ora che esca nelle sale per andarlo a vedere. Nel frattempo continuo la lettura del suo seguito, Lucidita', che pero' mi entusiasma meno; non so perche', ma in questo momento -mentre stavo scrivendo questa frase- mi e' venuto in mente che camminando a Milano ho sentito un bambino 8che avra' avuto si' e no 8 anni) dire a un amico vicino a lui: "Eh, dai, fossero questi i problemi della vita", e ho pensato che a qualunque cosa si riferisse, doveva sicuramente aver ragione. Chissa' cosa c'entra con Saramago...mah, magari in effetti avra' a che fare con la lucidita', la cecita', la lentezza, la noia, il tempo che passa o la pioggia. Fossero questi i problemi della vita.

La luce fuori e' bella, sembra un pezzo di autunno incastonato in questo mese di maggio: la sera e' arrivata in fretta, come sempre si dice dopo una giornata in cui ci si annoia.
Le foto: gatti a caprile (bored and sleepy) e noi a Londra (sleepless and wild, settembre 2007)

domenica 4 maggio 2008

Calabria-Roma-Primo maggio






Il solito post scarno, anche se la giornata si e' consumata in un tipico e sometimes salutare ozio; la voglia di scrivere pero' mi manca, nonostante le molte cose successe in questo periodo: un weekend semilavorativo in una Calabria estiva, silenziosa e assonnata, il fantastico matrimonio di Alessia e Hiroaki in una bellissima Roma, amarcord assicurato nel rivedere amici ed ex-colleghi della mia avventura giapponese, e il ponte ozioso del primo maggio, passato al parco della Vernavola con Gilda dei Vagabondi, Lele, Robi e affini pavesi. E poi tre giorni tra un altro (!) matrimonio multietnico (Silvia e Maoz) e momenti molli e lenti a Broni, con Vanessa nel suo bel cortile assolato, con vista sui tetti, o a casa, come oggi, in tipico svacco domenicale .

Pubblico volentieri qualche foto, che spero suppliscano all'assenza di parole. Intanto delizio i lettori anche con una bella novita': un nuovo lavoro come direttrice didattica in una scuola di italiano, con un contratto vero, fisso e udite udite indeterminato (rarita' di questi tempi, pare: dite che va messo con la lettera maiuscola???), nel mio settore, che oltre a un lavoro e' anche e soprattutto una passione. Attendo la prossima manifestazione dell'invidia degli dèi, sperando che tardi il piu' possibile...

martedì 15 aprile 2008

Pioggia, sole, pioggia e ancora primavera



In "Breve saggio sulla lucidità", Saramago ci racconta di che cosa succederebbe se tutti, di punto in bianco, decidessero di astenersi dal voto...non so nemmeno perche' inizi cosi' questo post, dato che del risultato delle recenti elezioni non mi importa molto, e col nichiliso tipico dell'italiano medio tenderei a dire "me ne frego", senonche' l'espressione resta un po' troppo legata ad altre memorie...ecco, "francamente, me ne infischio", di piu' holliwoodiana memoria, mi pare piu' azzeccato e certo piu' cinematografico.

Dall'ultimo post sono successe mille cose, piccole, grandi, rivoluzionarie o semplicemente normali, che messe tutte in fila contribuiscono a creare quella fila di fiammelle che il nostro prof. usava per spiegarci la teoria dell'illusione della realt' in senso buddhista: ogni fiammella rappresenta un attimo, che e' vero ed esiste solo in se stesso, ma tante messe in fila danno l'illusione di una linea di fuoco, di un procedere che invece altro non e' se non un tratteggio punteggiato di istanti che sembrano tempo. Divago, perche' un po' i miei ricordi sono fatti cosi', e non saprei mettere in ordine le cose accadute, le persone viste, i "pensieri pensati" di questi giorni. A caso: Silviuta, Sergio, Morgan e Fabio in visita a Broni, una notte a Pisa in un monastero del trecento che ora e' un albergo, con la luna piena e la colazione nel chiostro, e poi un intrepido interpretariato a contrattare di ceramiche funerarie (allegria!), grandi cose che accadono ad altri e che non posso scrivere (scaramanzia!), levatacce tra tanti impegni, nuove opportunita' presunte che si accavallano a pensieri e idee che le accompagnano.

Le foto: Hotel Santa Croce in Fossabanda, Pisa.

giovedì 27 marzo 2008

Omedetou!




Oggi il matrimonio di Sayaka e Stefano, dopo un mese lungo, impegnato, senza neanche un momento per scrivere: visti Silviuta e Sergio, lavorato e girato per interpretariati vari, passato una Pasqua innevata e aperto stasera l'uovo di cioccolato, dopo aver fatto da testimone al mio primo matrimonio civile.

Auguri!

domenica 24 febbraio 2008

Astrakan


Due post al mese, mi sembra di essermi ormai assestata su questa magra media. Come dicevo prima mancano eventi, vivere qui mi fa raccontare piccole cose a cui tutti sono abituati, nulla di interessante o esotico per chi si prende la briga di leggere, insomma; e' il febbraio di un anno bisestile, e si e' lasciato dietro il sessantesimo compleanno di mia madre, passato in un bellissimo ristorante sulle colline, il carnevale, che non ho neanche visto, il ritorno di Silvia, che non ho ancora avuto tempo di andare a trovare, insieme alle solite belle ma rare serate in compagnia: le giornate passano a Milano, tra le brutture e i colli di pelliccia di tutti quelli che si definiscono persone "per bene", che non si accorgono nemmeno dell'orrore che si cuciono sul cappuccio del loro bel parka made in China. Li guardo e non riesco a capire, il mondo gira storto e nessuno pare farci caso. Io mi vergogno profondamente della miseria della condizione in cui purtroppo al momento versiamo tutti, dai violini scordati di rumeni senza casa ne' identita' sui metro ai venditori di rose del Bangladesh, agli studenti e ai pendolari con lo zaino, stravolti dopo una giornata come mille altre, e poi la donna delle pulizie dell'autostazione di Pavia che si trascina dietro il secchio del mocio ogni sera, facendo rumore e osservando noi come se ci vedesse per la prima volta, come ombre senza faccia in un buio nebbioso e freddo, col termostato che segna +11 e l'aria fredda che lo smentisce. E tutti, dico tutti, hanno un cane, un gatto o un visone addosso, o lo sognano come fosse una corazza indispensabile, manco fossimo in Antartide: li vedo e sento una mano che mi stringe la gola, un profondo disgusto di dover mio malgrado far parte di tanto bieco squallore. E' da un po' che voglio scrivere questo post, e poi la stanchezza prende il sopravvento e la sera faccio anch'io come gli altri, spengo il cervello o lo metto in stand-by, e a mettermi al computer proprio non ce la faccio. E allora quando trovo il tempo escono pensieri forti, li vomito fuori proprio perche' sono stati troppo tempo li', a covare e rimuginare: in questo momento rivedo una ragazza giovane con un bel cappottino di Astrakan (agnello da pelliccia che viene estratto vivo dal ventre della madre gravida)...la conosco, molti anni fa abbiamo pure fatto una vacanza insieme. Passa col suo passeggino, dentro c'e' suo figlio: mi cammina accanto senza vedermi, come quasi tutti quelli che conoscevo prima di andarmene da qui, e che nemmeno sanno piu' chi sono (e allora perche' io mi ricordo della loro faccia?), e io penso all'altro figlio, all'agnello; mi chiedo come, perche', da dove e verso dove si muova questo delirio di onnipotenza, questa oscena indifferenza dei cosiddetti "umani".
L'immagine: dalla serie Adolf and his dog, di Lorenzo Tomasi, ex-collega, amico, artista e soprattutto al momento con le chiappe in Thailandia. Si initola "Adolf pret-a-porter". It says it all. Grande Loto!