sabato 21 aprile 2007

Mezzanotte meno dieci a Taipei


E' quasi mezzanotte, l'aria e' ancora bollente. Sara' colpa della serata a cucinare per la cena di domani, o forse solo l'estate che arriva e gia' fa sudare, anche a quest'ora.

Cronaca di una domenica annunciata: sveglia alle ore 7:00 (trauma a cui mai mi abituero'), lezione e lavoro fino alle tre e mezzo, appuntamento con Maggie e ritorno a casa, un caffe' e due chiacchiere, tre ore prima dell'appuntamento con gli altri, che arriveranno sparpagliati verso le sette. Giornata di numeri, insomma, o cosi' pare...e serata a discutere di racconti, idee, progetti, libri, vecchi compagni d'universita' ritrovati a firmare articoli sul Corriere Asia, e una miriade di altre piccole cose, dense di sfumature infinite.

Foto: Winnie anyone?

giovedì 19 aprile 2007

Parasole mon amour



Giornata lucida, limpida, piena di sole e di nuvole mobili, di vento; giornata veloce, fuggita senza che nemmeno me ne sia accorta, tra una lezione, le solite telefonate, i "bip" dell'abbonamento del bus, la spesa per la festa di domenica, la cena davanti al pc in attesa di Marco, che stasera finisce dopo di me. Nell'aria si sente l'estate che arriva, tremo all'idea di un'altra odissea in questo bell'appartamento che e' pero' privo di aria condizionata, ma per ora e' una bellezza girare in sandali con l'aria che ti si appoggia addosso e ti si infila tra i capelli.

Qui, come in tutta l'Asia, le donne hanno la fobia del sole, e girano con l'ombrello aperto alla prima parvenza di uva e uvb; tutte o quasi acquistano creme sbiancanti, e se sprovviste di parasole corrono agitate fino a raggiungere la prima ombra disponibile, coprendosi con riviste, borse di carta, o semplicemente facendosi scudo con le mani, manco fossero a Kabul. Sara' che l'ideale di bellezza locale e' diafano, come da noi nel '700: ormai mi ci sono abituata, e sorrido agli sguardi d'orrore che mi lanciano quando mi vedono attraversare la strada tranquilla e col sole in faccia.

Mi sono ripromessa di riprendere il romanzo "Europe Central", che avevo accantonato mesi fa, un po' perche' pesantuccio (parla della seconda guerra, sia da parte russa che tedesca) nonostante sia un'interpretazione romanzata dei fatti, sia perche' avevo libri in italiano che mi interessavano di piu'. Immagino che mi fara' venire un gran sonno, e gia' mi pento dei buoni propositi. Magari ricomincio domani, e stasera ci vediamo un film...

Le foto le abbiamo fatte due settimane fa al mercato notturno di Shilin, uno dei miei posti preferiti qui a Taipei.

lunedì 16 aprile 2007

Animali e bestie


E' incredibile la quantita' di animali abbandonati che si vedono qui a Taipei: decine di cani e gatti, nutriti spesso dal buon cuore dei ragazzi che lavorano al 7/11, che girano per strada ammalati, affamati e pieni di paura. Mi chiedo come sia possibile fare una cosa simile, sapendo poi che in questo paese gli animali senza padrone vengono, se catturati, abbattuti in modi orribili senza nessuna remora. Ho fatto qualche ricerca, e per fortuna anche qui esiste qualcuno che cerca di fare quello che puo', e quindi ho deciso di linkare al mio blog il banner di AnimalsTaiwan, un'associazione gestita da stranieri che con l'aiuto di fondi e di volontari adotta e cerca una nuova casa a cani e gatti che hanno subito loro malgrado la crudelta' umana. Il loro sito e' anche in inglese, quindi invito tutte le persone sensibili a questo problema, ma anche chi non ci ha mai pensato, a dare un'occhiata alle iniziative e magari a contribuire con una piccola donazione.Per quanto mi riguarda nessuna grossa novita': un piccolo intervento per eliminare un fastidioso neo, un invito al matrimonio di un amico il 5 di maggio (qui invece della bomboniera si riceve una scatola enorme di biscotti!), una cena in programma qui a casa domenica prossima. Ho invitato alcuni miei studenti a cui avevo promesso gli spaghetti gia' qualche mese fa, e credo che mi cimentero' anche con pannacotta e stuzzichini vari.

domenica 8 aprile 2007

Pasqua



Piccolo post pasquale, per fare gli auguri a tutti quelli che mi leggono. Qui la Pasqua e' stata lavorativa, ma la pasquetta corrisponde al nostro giorno libero: penso che faremo un giro a Tianmu, quartiere a nord della citta', con molti ristorantini, negozi e librerie...certo che la Pasqua londinese con festa sulla barca "su e giu'" per il Tamigi sarebbe tutta un'altra cosa, ma insomma, non si puo' certo pretendere tutto, no?

Stasera cena a casa, con un tradizionalissimo menu' a base di pizza e torta al cioccolato...non esattamente "pasquale" ma in ogni caso tutto buono e dal latente sapore mediterraneo (la colomba proprio non l'abbiamo trovata, sai com'e') e serata davanti a un film, come al solito.

Foto: il mitico Tavernello e io e Marco davanti alla spiaggia di Jinshan (scattata giovedi' scorso in una giornata di pioggia sulla costa nord).

martedì 3 aprile 2007

Tavernello e rondini














Sara' che avevamo voglia di Italia, sara' che volevamo porre rimedio a una Pasqua che si prospetta senza uova e senza grosse sorprese, sta di fatto che ieri abbiamo acquistato per la prima volta la mitica bottiglia di vetro di Tavernello, che abbiamo prontamente fotografato e che provvedero' a mettere sul blog appena la scarico. Mi rendo conto di quanto sia umoristico tutto cio': il famoso "vin nel carton" qui risulta prodotto vagamente elitario e simbolo del Bel Paese, alla modica cifra di 5 o 6 euro!
A proposito di Italia, con alcuni studenti ho cenato la scorsa settimana alla "Giara", considerato il migliore ristorante italiano qui a Taipei. Non male, a parte i prezzi decisamente alti e l'ambiente un po' troppo ostentatamente chic, tipico di quella societa' locale che ama farsi vedere e spacciarsi conoscitrice dell'Europa, delle sue abitudini e della sua cucina; tutto sommato e' stata una serata molto piacevole in ottima compagnia, che ha rotto un po' la routine dell'altalena lavoro-casa-lavoro alla quale ci siamo nolentemente adeguati negli ultimi mesi.

Questa settimana il governo ci grazia pure con un giorno di vacanza, giovedi' 5 Aprile: se non piove andremo a fare una camminata in montagna con un paio di amici, che spero non mi costringano a un'allegra cordata sotto la pioggia battente.
Piove ancora, infatti, di quella pioggia fine, sottile, asiatica, che sembra non bagnarti nemmeno: la temperatura si e' abbassata di 10 gradi in due giorni, e dopo una settimana di sandali e canottiera ho dovuto riesumare maglioni e ombrelli; l'escursione termica di quest'isola e' davvero sorprendente. Da diversi mesi ormai vedo anche le rondini volare basse sotto le grondaie, apparentemente indisturbate dal viavai delle auto, dalla gente che passa, dai rumori assordanti dei tanti meccanici che costeggiano la strada dove abitiamo. Com'e' che da noi se ne vedono cosi' poche? Eppure qui sembra parecchio inquinato e troppo incasinato per animali cosi' sensibili al mondo che cambia, alle variazioni del clima, delle stagioni, ai capricci dell'uomo: chissa', forse si sono adeguate a noi, o semplicemente ci osservano dall'alto un po' divertite e un po' perplesse, confidando nel futuro.

Nelle foto: l'edificio in cui abitiamo, sullo sfondo, e davanti uno dei tanti carretti di chi vive recuperando stracci, bottiglie e lattine; una bella serata con alcuni miei studenti qualche mese fa; i pericolossissimi vicini armati che popolano il palazzo dove lavoro. Sospetto siano membri in incognito della triade di Shanghai.

martedì 20 marzo 2007

Il suono della montagna





Sto leggendo "Il suono della montagna", di Kawabata. Marco dice che con il ritmo di lettura che ho io, dovrei metter su un altro blog e recensire libri. In effetti ultimamente leggo tanto, e un po' di tutto: ultimo, appunto, questo romanzo. Mi duole dire che non mi piace molto: certo, e' intriso di tutte le piccole cose piene d'anima dei romanzi giapponesi che generalmente amo cosi' tanto, ma gli manca la prosa magica di Mishima, quelle pagine che ti fanno tenere il fiato da quanto sono belle e forti, o le storie surreali e metafisiche del primo Murakami...e' un libro sul passare del tempo, sulla societa' giapponese del dopoguerra, sui rapporti uomo-donna, sulla natura che li rappresenta nei suoi mutamenti. E' solo un po' lento, forse troppo riflessivo per lo stato d'animo in cui mi trovo. A volte lo chiudo perche' mi fa venir sonno, e raramente mi succede mentre leggo.


In questi giorni pioviggina, l'aria e' talmente umida e greve da diventare quasi irrespirabile: si sente la pressione atmosferica come fosse una cosa viva, e la sera io e Marco ci ritroviamo spesso con un bel mal di testa stagionale. Ieri sera abbiamo anche visto "Babel", che ho trovato interessante e ben fatto, anche se forse non particolarmente realistico ne' originale. Si vedeva bene il Giappone, e mi e' sembrata la parte piu' riuscita del film, in cui si raccontava con un buon espediente narrativo la sconcertante incomunicabilita' che anch'io ho percepito quando ero a Osaka.


Due foto: una a Fenqihu, piccolo paesino sulla strada che porta al Monte A-li, nel centro dell'sola; l'altra un negozio di scarpe di Jiayi, molto molto scenografico.

mercoledì 14 marzo 2007

L'anno del maiale


Ho appena letto un articolo sulla versione online del corriere, e l'ho chiuso in subbuglio: cambiamneti climatici, apocalisse, desertificazione, sete, soprattutto in Africa e in Asia, dove a fine secolo verranno letteralmente cancellate, per sete e allagamento, miliardi di persone. Poi ho cliccato sulla foto del giorno: un cucciolotto di tigre è stato rifiutato dalla propria madre allo zoo di Guangzhou, in Cina, e viene allattato da una scrofa. Ancora una volta vedo due mondi lontani che si dissolvono, creandone uno nuovo, e mi sento meglio. Certo, forse la tigre da grande si mangera' la scrofa, o forse qualche cinese le fara' la festa prima, proprio nell'anno del maiale, ma come per l'altra foto, quella della donna baciata dal leone, mi commuovo e vedo una volta di piu' la poesia della vita.